|
Essere appassionati dell'opera di un artista, tifosi di una squadra o di uno sportivo significa far parte di un gruppo, di una serie di persone che - indipendentemente dalla vita che conducono o dalla professione svolta - condividono qualcosa: un qualcosa che unisce e mette a contatto persone che altrimenti non si incontrerebbero. Andare allo stadio, ad una mostra, ad un evento ci dà un senso di appartenenza. Ne sanno qualcosa i fan di Bob Dylan sparsi in tutto il mondo. Questa comunità si è estesa e consolidata negli anni, anche grazie ad un'intensa attività concertistica da parte dello stesso Dylan, in tour ininterrotto da ormai diciotto anni, e di Internet, strumento che ha dato la possibilità agli appassionati di condividere i propri pensieri prima e di organizzarsi in occasione di concerti, ritrovi e tante altre ricorrenze. Ogni volta che esce un nuovo lavoro su Dylan, i commenti si rincorrono, le opinioni affollano le sale virtuali dei blog e dei newsgroups, interi siti discutono animatamente, collegandosi reciprocamente e creando una rete a beneficio di tutti, ma specialmente per i fan. Il fan ha infatti uno status privilegiato davanti a tutto questo. Chi più di lui conosce vita, morte e miracoli del proprio idolo? Chi è il primo che si va a cercare quando si sente qualcosa? "A te che piace X, ma è vero che..." Quante volte vi siete sentiti rivolgere una simile domanda? Far parte di un simile gruppo ha una grande caratteristica: non ci sono invidie. Raramente qualcuno si arroga il diritto di essere considerato un'autorità in materia più di quanto non lo siano gli altri. Ciò comporta una migliore circolazione di notizie e di informazioni; essere parte di un gruppo ha questo grande vantaggio. Ogni volta che esce qualcosa di nuovo, se ne discute. E così è stato fatto anche per questo nuovo libro, che fin dalle parole della quarta di copertina promette di essere una nuova investigazione sul campo, di rivelare un lato precedentemente trascurato. L'impresa
è ardua, perché parlare di qualcosa molto vicino alla dimensione
religiosa dylaniana corre il rischio di diventare o una inutile
ripetizione di quanto già sappiamo oppure di uscire totalmente fuori
dal seminato. Il rapporto tra Dylan e la religione è un argomento
ampiamente dibattuto, sul quale in un certo senso non si può mettere la
parola fine ma allo stesso tempo non si può pensare di poter dire
qualcosa di nuovo. Perché affronta l'argomento partendo da un altro punto di vista. Nelle oltre duecento pagine l'Autore non propende per la tesi che Dylan sia ancora ebreo o sia rimasto fedele alla sua conversione cristiana: chiaramente indica che la questione è di scarsa importanza, perché Dylan è più di tutto questo. Leggendo queste pagine ciò che emerge è una nuova realtà della figura di Dylan, una Gestalt inaspettata, dove la percezione totale è superiore alla somma delle singole componenti. Scoprire che Dan Brown ha inventato poco, anzi quasi niente, diventa così una certezza leggendo i capitoli che si susseguono a commentare i singoli album. Scopriamo dell'esistenza di culti millenari, tenuti nascosti ai più e rivelati attraverso sofisticatissimi codici, nascosti anche nelle canzoni di Bob Dylan, fino a porci l'inevitabile quesito: perché mai? La domanda è servita, pronta ad essere esaudita dalle decine di migliaia di persone che ogni giorno affollano i salotti di Internet e le discussioni telefoniche sull'opera del "nostro", al punto che ignorare o addirittura privare di considerazione questo scritto (sono parole di Gerry Smith, editore del "Dylan Daily" significa rtascurare una parte rilevante ed affascinantissima dell'opera di Dylan.
|
Invito alla lettura apparso sul Writer's Corner |
|
Un libro straordinario C’è solo un pericolo se non si legge questo libro: non conoscere un lato importantissimo di Bob Dylan. Leggere è come sedersi a tavola ed ascoltare una storia affascinante, che diventa sempre più interessante ad ogni nuovo boccone, fino al dessert che ti lascia ancora integro l’appetito pur avendoti saziato. Ogni capitolo è una nuova portata di un pasto indimenticabile. Dan Brown è stato preceduto di oltre trent’anni, adesso ne abbiamo la prova. Il codice Dylan è una storia antica, tramandata segretamente dagli appartenenti ad un gruppo millenario al quale appartenevano persone come Leonardo, Botticelli, Michelangelo, Victor Hugo, Jules Verne e molti altri. L’autore ci porta verso luoghi incantati, alla scoperta di tesori e leggende che fanno parte della nostra cultura. Pagina dopo pagina, il mistero si svela, accrescendo la voglia di giungere alla fine, ritardando le conclusioni ed allungando il nostro piacere di lettori/investigatori. Leggere questo libro significa appartenere ancora di più al gruppo dei fan documentati ed attenti, come pochi al mondo.
|
Recensione di un lettore su Unilibro |
|
Chi leggendo il testo di Isis da Desire o di Changin’ Of The Guards da Street Legal non si è mai chiesto che cosa nascondessero veramente quei testi così criptici e complessi? Una più che soddisfacente risposta potrebbe venire dalla lettura del recente saggio di Nicola Menicacci, Bob Dylan: L’Ultimo Cavaliere, che offre un interessante chiave di lettura interpretativa dell’opera di Bob Dylan dal punto di vista biblico ed esoterico. Il periodo preso in esame da Menicacci è quello che va da Blood On Tracks (1975) a Infidels (1984), un decennio in cui Dylan diede alle stampe alcuni tra i suoi dischi più interessanti dal punto di vista non solo musicale ma anche contenutistico. A tutti sarà sicuramente nota la grande influenza esercitata dalla Bibbia su Bob Dylan ma molti si sorprenderanno sicuramente nel vedere le sue canzoni accostate al culto della Maddalena (identificata con Isis) o alle poco chiare vicende di Rennes-le-Châteaux. Con tutta probabilità qualcuno accuserà l’autore di eccessiva speculazione ma l’accostamento a questi elementi stando alle prove e alle tesi di Menicacci non è affatto casuale o peggio ancora forzato. La teoria che è alla base del libro mette in luce un lato di Dylan se non inedito ma certamente poco noto ai più, ovvero quello che vede la sua arte come veicolo per un messaggio “iniziatici” basato su due livelli interpretativi. La lettura risulta assolutamente affascinante soprattutto per coloro che amano vivisezionare i testi dilaniani, tuttavia a volte si ha la sensazione di perdersi nella grande mole di richiami storici e religiosi. E’ dunque un libro da leggere ma allo stesso tempo da prendere con le molle in quanto spesso e volentieri un neofita ne trarrebbe riflessioni fuorvianti. Tanti, innumerevoli sono gli spunti di riflessione che ci vengono da questo libro ed è difficile davvero mantenere posizioni scettiche ma alla fine l’interrogativo: “e se non fosse affatto così?” ci sembra assolutamente d’obbligo. |
Recensione di Salvatore Esposito per "Il Popolo del Blues" |
Bob
Dylan Come Galvano
POESIA
E MUSICA.
Vi è tutto un mondo dietro queste due macrocosmi intellettuali, due
arti distinte spesso riunite in un connubio della mente e dei sensi
dedito a comporre capolavori che
fondono note e versi: le canzoni. I primi che volsero questo “dono
naturale” verso la composizione
melodica furono gli Aedi, cantori giramondo che armati di una chitarra e
della propria inesauribile fantasia crearono indimenticabili capolavori
letterari (sembra proprio che l’Iliade e l’Odissea, il
Decameron e la Gerusalemme Liberata siano nati su
ispirazione dei canti e dei racconti di questi artisti
dell’improvvisazione orale); una tradizione culturale mai perduta, su
cui Nicola Menicacci (avvocato musicista) torna a fantasticare in Bob
Dylan. L’ultimo Cavaliere, giallo musicale in cui l’autore di Blowind in the Wind si rivela autore e custode di versi che nascondono il mistero millenario di una reliquia coeva di Re Artù e Santa Caterina, protetta nientemeno che dai mitici cavalieri Templari.«L’idea di questo libro nacque per caso», racconta l’autore, «avevo sempre saputo che Dylan si era interessato alla Bibbia, alla Cabala ebraica e che la sua conversione al Cristianesimo aveva allargato le sue vedute. Mai mi sarei aspettato di trovare in lui dei veri e propri messaggi cifrati simili a quelli di Leonardo da Vinci o Botticelli». SARA
BUZZURRO
|
Recensione apparsa su "L'Indipendente delle idee" del 22/01/2006, pagina 6 |
The esoteric in Dylan’s writingYesterday’s
mention of Christopher Rollason’s fine writing on his web site, The
Bob Dylan Critical Corner, reminded me of a typically stimulating recent
article, his review of a new book on the influence of the esoteric in
Dylan’s writing.
|
Recensione apparsa sul Dylan Daily |
|
Sul re del rock anche un libro esoterico "L’ultimo cavaliere" studia il legame tra i suoi testi e la spiritualità. Per i fan c’è "Scrapbook"
Parafrasando una famosa canzone di Paul Simon, Bob Dylan fu uno di quelli "in viaggio alla ricerca dell’America". Poi lui stesso divenne l’America, il suo costume. [...] Con "Bob Dylan l’ultimo cavaliere" lo studioso di esoterismo Nicola Menicacci affronta Dylan da un lato inedito.L’autore, studiando filologicamente i testi (del periodo 1974 -’89) ne racconta la visionaria spiritualità. Decrittando il codice simbolico di Dylan rivela in brani come "Tangled Up In Blue" la storia della Maddalena, in "Street Legal" quella di Salomè e cerca di dimostrare cheil cantautore conosceva i segreti delle opere di Leonardo che portarono fortuna al Codice da Vinci di Dan Brown. «Quando avrò 90 anni e mi vorrai vedere, mi troverai da qualche parte su un palco», confidava Dylan che tutto l’anno in tour (il «tour senza fine») e Never Ending Tour: Anni di luce e ombra di Paul Williams descrive quest’esperienza di strada con foto, riflessioni, interviste ad amici compianti come Jerry Garcia e Laura Nyro.
Antonio Lodetti
|
Estratto dell'articolo di Antonio Lodetti apparso a pagina 22 de "Il Giornale" del 2 Gennaio 2006 |
|
Bob Dylan: uno sguardo particolare alla sua musica
E' in arrivo l'ennesimo libro dedicato a Bob Dylan. Questa volta però non si tratta di una semplice biografia o raccolta di testi e spartiti. Il volume, firmato da Nicola Menicacci (studioso di esoterismo), affronta la carriera e la musica del cantautore da un punto di vista finora lasciato in disparte. Via via che le pagine scorrono, Menicacci sostiene la sua tesi, secondo la quale i testi di Dylan contengano un forte valore simbolico che, in qulche modo, ha anticipato di qualche decennio ciò che è stato poi scritto ne "Il codice Da Vinci" di Dan Brown. Le liriche di "Tangled up in blue" e di "Street legal" in particolare sarebbero ispirate ad eventi biblici.
|
Articolo apparso su News @Pianeta Rock il 3 Gennaio 2006 |
|
“Bob
Dylan l'ultimo cavaliere” Un
nuovo libro, una nuova identità: esoterismo e sette occulte
In
libreria l'opera dello scrittore fiorentino Nicola Menicacci FIRENZE
– Per chi fino ad adesso aveva un’idea ben chiara e precisa di Bob
Dylan, uno dei cantautori americani più popolari dagli anni ‘60 in
avanti, che da sempre si è dedicato con le sue ballate alla battaglia per
la difesa dei diritti civili, è venuto il momento di scardinarle e di
metterle nel cassetto. O almeno di metterle in discussione. Questo nuovo
“Bob Dylan l'ultimo cavaliere”, 238 pagine, edito dalle Edizioni
Hermatena, 19 euro, scritto dal fiorentino Nicola Menicacci, scrittore,
avvocato e musicista, ribalta ogni idea puramente musicale e ne ritrae un
profilo prettamente simbolico. Una vera e propria tesi che tende,
attraverso i testi delle canzoni dell'autore ebreo, ad evidenziare la
parte “massonica”, l'aggregazione ad una setta più o meno religiosa,
le influenze esoteriche, arcaiche ed occulte. Quasi un mistero da scovare
tra le pagine, un percorso a ritroso nella vita nelle parole delle
canzoni, sviscerate tra le righe, che fanno dell'autore di “Hurricane”
un vero e proprio insospettabile megafono per portare il verbo e
tramandare segni e simboli che ci portano a Leonardo da Vinci, dalla rosa
alla Maddalena, dalla stirpe di Gesù al Sacro Graal, fino alla setta
segreta del Priorato di Sion. Molti potrebbero aggiungere che sono
soltanto fantasie e speculazioni. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo di
essere di fronte ad un nuovo caso alla moda stile Dan Brown ed il suo
Codice. Un investigatore attento particolari, alle virgole, ai non detto,
un’appassionante ricerca, un affascinante viaggio alla scoperta del lato
più ombroso e oscuro del cantautore americano. Come la Bibbia ha
influenzato le poesie in musica di Bob Dylan? Ogni pagina sorprende
rilevando particolari inediti, inaspettati, a volte inquietanti. "Dylan
era a conoscenza dei messaggi cifrati che si nascondevano dietro numerose
opere di Leonardo da Vinci, Botticelli - afferma l'autore - e nel corso di
oltre quarant'anni di attività creativa, Dylan ha disseminato indizi che
rivelano una conoscenza di tipo esoterico, un sapere iniziatico: “Blood
on the Tracks” è la storia della Maddalena, “Street Legal” di san
Giovanni Battista e Salomè, e potrei continuare”. Tommaso Chimenti
|
“Il Corriere di Firenze”, Domenica 6 Novembre 2005 pagina 55. Articolo di Tommaso Chimenti |
|
Ho impiegato molti mesi per le ricerche di questo libro. Il risultato lo avete davanti agli occhi: tutte le implicazioni esoteriche ed occultistiche dell'opera di Dylan che, anzichè farne un satanista come molte rockstar degli anni '60 e '70, nei suoi testi rivela un'intensa e profonda spiritualità, oltre che abbracciare quei messaggi "eretici" che trent'anni dopo Dan Brown avrebbe utilizzato come base per "Il Codice da Vinci". Scoprirete così la storia della Maddalena e della Madonna Nera nei testi di "Blood on the Tracks" e "Desire", il mito di San Giovanni Battista e Salomè in "Street Legal", le geometrie nascoste nelle copertine di alcuni suoi album, un tesoro cercato invano da migliaia di anni... e molto ancora. Consiglierei questo libro a tutti coloro che amano Dylan, per scoprirne un lato nuovo, e a tutti coloro che si interessano di esoterismo medievale, per vedere come questa antica tradizione sia portata avanti da persone apparentemente "insospettabili". |
Estratto della mia lettera di presentazione sul sito della Hoepli |
|
"Inside the Museums infinity goes up on trial" diceva Bob Dylan a cavallo tra il 1965 e il 1966, in Visions of Johanna. Pochi versi più sotto, citando quello che è forse il quadro più famoso di tutti i tempi, si legge But Mona Lisa musta had the highway
blues |
Scheda del libro pubblicata su 365 bookmark |
|
Firenze, libri liberi, Via San Gallo 25 Dan Brown? No, è Bob Dylan l'ultimo cavaliere
Molti in passato hanno parlato dell'influenza della Bibbia nelle liriche di Bob Dylan ma mai nessuno era riuscito a dimostrare come le sue parole nascondessero una specie di codice che opportunamente decifrato rivela la storia che Dan Brown avrebbe raccontato nel Codice da Vinci trent'anni dopo. Lo ha fatto Nicola Menicacci, con il suo ultimo libro Bob Dylan l'ultimo cavaliere, che ci svela un lato inedito e sorprendente dell'opera del cantautore americano |
Comunicazione apparsa su Altracittà del 27 Ottobre 2005 |
|
Giovedì 27 ottobre, ore 18.00, nella sala lettura della libreria BOB DYLAN L’ULTIMO CAVALIERE, OVVERO IL CODICE DA VINCI TRENT’ANNI PRIMA Molti in passato hanno parlato dell’influenza della Bibbia nelle liriche di Bob Dylan ma mai nessuno era riuscito a dimostrare come le sue parole nascondessero una specie di codice che opportunamente decifrato rivela la storia che Dan Brown avrebbe raccontato nel Codice da Vinci trent’anni dopo. Lo ha fatto Nicola Menicacci, con il suo ultimo libro Bob Dylan l’ultimo cavaliere, che ci svela un lato inedito e sorprendente dell’opera del cantautore americano: un’occasione per rileggere un mito in una veste insolita, e un motivo in più per elevare Bob Dylan al rango dei più grandi letterati americani contemporanei. Presenta la serata il dott. Paolo Chellini; sarà presente l’Autore. |
Programma della libreria Libri Liberi di Firenze |
|
La Copertina di "Slow Train Coming" - corrispondenza con Catherine Kanner All’interno de “L’Ultimo Cavaliere” l’analisi della
copertina di “Slow Train Coming” costituisce una delle parti più
spettacolari, nonostante tutto il libro potrebbe esistere anche senza
questo capitolo. La copertina infatti non è opera di Dylan, anche se
nasconde a livello grafico molti elementi da lui sviluppati nei
testi. |
Articolo sul blog ufficiale del sito, pubblicato in data 5 Ottobre 2005 |
|
Incontro con Nicola Menicacci, lunedì 1 agosto alle 21 in Piazza Galvani
|
Per il ciclo di passeggiate a a cura di Hermatena, lunedì 1 agosto Nicola Menicacci, autore del best-seller "Bob Dylan l'ultimo cavaliere", svelerà i misteri delle canzoni del celebre cantautore, all'ombra dei segreti della magica Bologna. Una serata tra musica e parole, dai canti bolognesi alle liriche del menestrello americano. Appuntamento in Piazza Galvani. La manifestazione si terrà anche in caso di pioggia. A tutti gli intervenuti sarà regalato il libro in oggetto autografato dall'autore. Costo: 15 €. Sono previste riduzioni per anziani sopra i 60 anni e ragazzi fino a 18 anni (gratuità ai ragazzi fino 14 anni). Solo su prenotazione. PIAZZA GALVANI 40100 Bologna Infoline: 051916563, 051916750, 3394675826, 3488138815 Mailto: hermatena@libero.it
|
Articolo apparso su Virgilio relativo alla presentazione del 1 Agosto
|
|
| ||
|
Nei misteri della città inseguendo Bob Dylan
BOB Dylan avrebbe celato nelle sue liriche, dagli anni ' 70 al 1989, riferimenti ai misteri del Sacro Graal e alla storia della società segreta "Priorato di Sion" che nasconderebbe da secoli una presunta dinastia di Cristo. E' questo il curioso e intrigante filo conduttore della visita guidata "Bob Dylan l'ultimo cavaliere", proposta stasera alle 21 da Bologna Magica. Lo spunto è dato dall' omonimo libro di Nicola Menicacci, musicista, avvocato, fan di Bob Dylan, pubblicato da Hermatena che appunto svela come il cantautore faccia continui riferimenti ad una donna particolare che ha perso il compagno, parte di un percorso sacro. E camminando tra vie e chiese di Bologna si cercheranno riferimenti a questi argomenti, da un dipinto del Guercino nella chiesa di San Salvatore "Et in arcadia ego", ripreso da Poussin secondo alcuni raffigurando la tomba della Maddalena, contenitore del Sacro Graal, ai luoghi dove vivevano le prostitute di un tempo. Prenotazione obbligatoria allo 051916750; appuntamento in piazza Galvani. (p. n.) |
La Repubblica del 7Settembre 2005 edizione di Bologna, pagina 12 |
|
LOOK
INSIDE YOUR MIRROR' - Review of: 2005,
Riola (Bologna, Italy): Hermatena Edizioni, ISBN 88-88437-22-3, Author
of review: Christopher Rollason - September 2005
Bob
Dylan's work can be imagined as a hall of mirrors. Time and again Nicola
Menicacci is already known in Dylan circles for his often daring Certainly,
there is no lack of songs from the period concerned whose In
illustration of his thesis, the author deploys a very considerable |
Estratto della recensione di Chris Rollason apparsa su rec.music.dylan il 27 Settembre 2005 (la traduzione italiana sarà disponibile tra breve, clicca qui per essere informato) |
Per l'impaginazione e l'elaborazione grafica © 2005 Nicola Menicacci e Lisa Lorenzini