Jul
16
iPhone che passione!
July 16, 2008 | Leave a Comment
Ormai ne parlano tutti.
Diciamo anche la nostra.
Diciamocela tutta.
L’iPhone è proprio bello!
Frutto di quel design minimalista tipico della Apple, sobrio come la consolle della quale si è già parlato a suo tempo, è l’ennesima dimostrazione che la creatività, specie es sostenuta da una grande attività di divulgazione, è ancora la cosa che fa la differenza.
Comprensibile quindi che le “major” della telefonia mobile es ne siano impossessate, riprendendo il vecchio trend già in voga negli anni ‘90 in Usa di regalare (o quasi) l’oggetto se si sostiene un abbonamento di un certo tipo.
E proprio qui sorgono i problemi, con l’Anti-Trust che prende di mira Tim e Vodafone. Già il telefono costa molto di per sé; se inoltre ci mettiamo anche degli abbonamenti esorbitanti, la cosa diventa pesante.
Si gioca come sempre sull’entusiasmo dei primi giorni, e ci si trova una bolletta da capogiro. Sulle clausole e gli asterischi e tutte le cose che bene conosciamo.
Ma dato che l’iPhone è bello, facciamo una cosa. Riflettiamo sulla nostra brama, pensiamo alla effettiva utilità del bene e compriamolo magari dopo l’estate, quando anche la 3 lo metterà sul mercato (tra i vari provider quello sempre più attento alle novità anche in fatto di trasmissioni, l’unico che sembra aver capito che ormai il telefono è una tecnologia a costo zero per cui alla fine eccessivi ricarichi ci tornano indietro, aggravati dalle maledizioni degli utenti). Quando, in autunno, lo terremo in mano, oltre a costare meno, avremo anche quello più nuovo e meno graffiato!
Jul
15
Anche lontano va bene!
July 15, 2008 | 2 Comments
Stamani ero solo in casa, nonostante la casa sia lontana molti chilometri.
La barba era di 5 giorni, lasciata crescere perché tanto andava bene così, c’erano altre cose da fare.
Ma stamani, davanti ad uno specchio che non è il mio, illuminato in un modo diverso dal mio, ho lasciato che il mio Astrale cantasse sulla barba lunga.
E ha cantato.
Contropelo a go-go, anche sui baffi, neanche un taglio. Dieci minuti di pura goduria, in barba anche al dolore al nervo asciatico che mi tormenta da mesi ma che sembra ormai sulla via del declino, grazie al chiropratico-radiestesista ma anche alla consapevolezza di come le cose funzionano.
Insomma, anche fuori casa il rasoio a mano libera è sempre il rasoio a mano libera!
Jul
7
Roger come l’Orso Borg
July 7, 2008 | Leave a Comment
Quando, ormai all’ora di cena, Federer è riuscito a pareggiare il conto dei set, tutti noi (coloro ai quali piace il tennis ispirato) abbiamo tirato un sospiro di sollievo.
Non avevamo però fatto i conti con il turbine di pensieri e previsioni che, come e ancor peggio delle nuvole, si erano ammassati sul più bel Centrale del mondo.
Il manto verde di Wimbledon ne ha viste talmente tante da non sorprendersi più, ma a noi invece rivedere i corsi e ricorsi storici piace.
Abbiamo pensato, molti lo avranno fatto, al leggendario tie-break della finale del 1980 tra Borg e McEnroe, all’americano che ribaltava i favori del pronostico e metteva l’Orso per la prima volta in una brutta situazione a Wimbledon.
McEnroe perse quella volta, ma era la prima finale tra i due. Vinse quella successiva, impedendo all’Orso il sesto centro consecutivo.
Proprio come ieri.
Ma noi abbiamo sperato che le cose andassero diversamente (noi, lo ripeto, che ancora pensiamo al tennis come a una nobile arte, vicina al rasoio a meno libera!).
Ma ormai era troppo tardi: tutti i pronostici e le previsioni avevano già deciso cosa sarebbe stato di quella finale. Lo abbiamo voluto noi, prima ancora di Federer e Nadal. A nessuno piace invecchiare, pensare che se lo svizzero avesse vinto per la sesta volta consecutiva noi non avremmo più potuto raccontare di essere stati i primi a vedere una serie del genere interrotta, perché Borg e McEnroe sarebbero scivolati un passo indietro, portandosi dietro ciò che, tennisticamente parlando, rimaneva della nostra gioventù. Non avremmo potuto dire che invece sì, solo noi abbiamo visto una serie di sei vittorie consecutive a Wimbledon, quelle di Martina Navratilova.
E adesso, almeno per altri sei anni, siamo tutti salvi.
Però, Roger, perdere a Wimbledon….
Onore a Nadal, che ha saputo compensare la minore dose di talento (se paragonato a Federer) con una disciplina ferrea ed una determinazione da maestro.
Non mi resta altro da fare che chiamare Zurigo, farmi passare il ragazzo e propormi come nuovo mind-coach dell’(ormai quasi) sempiterno.
Insieme faremo scintille. Altri sei titoli, stavolta consecutivi.
Provare per credere.
Jun
28
Successo senza precedenti!!!!
June 28, 2008 | 5 Comments
Non solo il famoso post sul rasoio a mano libera è giunto a quota 134 commenti, ma è dal 10 Giugno che i commenti si susseguono quotidianamente, senza perdere un giorno.
Grazie a tutti, siete speciali!
Jun
27
La storia siamo noi
June 27, 2008 | Leave a Comment
Chi si ricorda De Gregori che pronunciava questa frase, adesso più che mai attuale?
Così Donadoni se ne va, rinuncia alla buona uscita, come già aveva fatto in passato, e cede il posto ad un volto nuovo, quello di Marcello Lippi.
L’Italia sembra così aver imparato la lezione della storia, della memoria storica, anche se a brevissimo termine. Lippi sarà contento, perché ormai la sua battaglia l’ha vinta. Nella sua settima decade di vita, viene visto come il salvatore della patria, uno che non ha più niente da dimostrare perché in passato il suo “dovere” l’ha fatto, e appieno. Viene chiamato dopo una stagione poco felice, ripescato dall’organismo precedente anziché assicurare un rinnovamento per il futuro. Sappiamo bene che i trend sono di difficile presa, e allora perché, anizhé innovare, non continuare sulle passate vestigia? Insomma, perché stare fermi quando si può restare immobili? Del resto, anche all’indomani del fatidico 8 Settembre la Nazione fu affidata ad un ormai più che collaudato mestierante della politica, il Maresciallo Piero Badoglio, che nel ventennio era la persona con il più alto stipendio pubblico (tante le cariche che ricopriva) di tutto il Regno.
Resta da domandarsi quale sarà il futuro di Donadoni, visto che esiste una possibilità abbastanza consistente che sia piuttosto compromesso, almeno in campo professionale.
Tornare al passato per avere la conferma di aver fatto la scelta migliore, o almeno quella che sembrava assicurare continuità col passato, cioè rituffarcici sopra a braccia aperte. Se non è ego questo…
Resta solo da menzionare il ritorno sulle pagine dei giornali di una delle vicende più tristi degli ultimi trent’anni: le scomparse di Mirella Gregori e Emanuela Orlandi. Atteso che su quelle vicende non si farà mai luce appieno, auguriamoci almeno, anzi proponiamo, che i familiari siano lasciati in pace. Forse i giornalisti e i media tutti non ricordano l’effetto del peso mediatico (molto più leggero nell’83 di quanto non lo sia oggi) ebbe sulla madre della Gregori.
Jun
22
Donadoni e l’ego di migliaia e migliaia
June 22, 2008 | 1 Comment
E quindi ci siamo.
Siamo arrivati al giorno di Italia Spagna. Il calcio come metafora di vita, come suggeriva l’amico Luca Baiguini. Ma soprattutto il calcio come modo per far esprimere a milioni di persone il proprio ego, far concentrare le loro energie in una bolla di influenza cosmica che altro non chiede se non una conferma alle proprie teoria.
Alla fine, guardando bene bene, poco ci importa del risultato, quanto proprio del fatto che, se va come abbiamo sostenuto noi, abbiamo avuto la conferma di averci visto bene, che siamo stati noi migliori di chi li ha messi in campo e di tutti quelli lì che vengono pagati fior di milioni mentre noi giù a farci il mazzo dalla mattina alla sera.
E quindi?
Sembra che ci piaccia infinitamente usare le nostre energie per qualcosa che alla fine rigenera una parte piuttosto autodistruttiva di noi stessi.
Quindi, un favore, per piacere.
Stasera, chi vedrà l’incontro, lo guardi per vedere una partita di calcio, per fare o il tifo, o per qualsiasi altra cosa diversa da vedere se aveva ragione o no, se quello che pensava e sosteneva si è avverato.
Perché se siamo davvero bravi a fare tutto ciò, perché non usiamo questo “potere” per altre cose?
E permettetemi un plauso a Terim e alla sua Turchia. Perché questa Turchia è davvero sua.
A noi, a Firenze, il turco in Italia piaceva davvero tanto.
Jun
22
Siamo a 99!
June 22, 2008 | Leave a Comment
Il leggendario post sul rasoio a mano libera è giunto al novantanovesimo commento!!!!
Siamo già a 100, perché sto scrivendo la risposta!
In attesa di mettere online la sezione del sito, intanto ho aperto una pagina sul blog e una categoria, in modo da trovare subito i post relativi a questo meraviglioso oggetto.
Da Salvatore, il primo a commentare, ad Antonio, il novantanovesimo, a tutti i mille e più che verranno, un grandissimo ringraziamento a tutti.
E benvenuti a tutti i nuovi visitatori. La casa è sempre aperta. È casa vostra!
Jun
20
Six months to the day
June 20, 2008 | 2 Comments

Jun
19
Fantastico Montale
June 19, 2008 | 5 Comments
Eugenio Montale ha vinto il Nobel per la letteratura nel 1975, sei anni prima di andarsene. A Firenze si legge nei pressi di Piazza Beccaria una lapide a lui dedicata. La sua salma riposa nel cimitero di San felice a Ema, non lontano dal Poggio Imperiale. A pochi chilometri il ristorante Bibe, da lui immortalato.
La sua poesia tratta da “Ossi di seppia”, la sua prima importante raccolta, “ripenso al tuo sorriso” è stata ieri oggetto di una curiosa gaffe da parte del Ministero competente in sede di esami di maturità. Il tema che prendeva a spunto questa poesia invitava il candidato a riflettere sul ruolo salvifico della figura femminile.
Peccato che la poesia fosse dedicata ad un ballerino. Con la “o”. Il russo Boris Kniaseff (1900-1975).
Lo si evinceva tranquillamente leggendo il settimo verso della poesia.
Il Ministro Gelmini promette sanzioni disciplinari per chi ha commesso l’errore. Ma il problema sembra essere un altro. Pare proprio esserci una profonda distrazione, per non dire un’ignoranza abissale, tra chi è preposto a determinati compiti.
I maturandi del 2008 saranno ricordati dunque come quelli del tema con l’errore. Esattamente vent’anni dopo la mia maturità, nella quale scommisi su un tema su D’Annunzio, ricorrendo il 50nnale della morte, per poi venire smentito alla grande.
Del resto, il 18 Giugno è data di debacle. Napoleone, a Waterloo, chiuse la carriera. L’Italia di Trapattoni nel 2002 tornò a casa eliminata dalla Corea. Almeno questa, anche se il 17, l’abbiamo evitata stavolta. Con tutti i voltagabbana a lodare Donadoni. Che ha tutta la comprensione di chi, a queste scaramucce infantili, assiste quotidianamente dietro la scrivania del proprio posto di lavoro, infinite volte più eroe di uno che sta sotto i riflettori
Jun
15
Donadoni e la logica dello scaricabarile
June 15, 2008 | 7 Comments
Che l’Italia di Donadoni fosse un oggetto difficile da gestire lo sapevano un po’ tutti. Ciò che mi scoccia è che invece a farne le spese sia solo Donadoni.
Ho seguito la partita con la Romania: Buffon è il miglior portiere del mondo (4 goal subiti in due partite). Zambrotta un giocatore del Barcellona (un assist per Mutu), Toni un grande centravanti (bellissima partita, ha pure segnato, peccato che l’abbiano annullato), Pirlo il regista del Milan campione del mondo (una punizione che ha parato un cittadino di Losanna) e così via.
Possibile che sia tutta colpa di un 45enne che sta seduto in panchina?
Perché nessuno ha avuto il coraggio di dirgli a casa?
Sempre la logica dello scaricabarile!
Abete, il Presidente della Lega (o chi per lui) gli dà fiducia: almeno fino agli europei resta. Tutti lì, ad aspettare che la gente si impicchi da sola. Nessuno che prende il toro per le corna (non è educato parlare delle gonadi maschili!).
Non va in campo Donadoni, ci vanno i campioni del mondo, quelli che vengono pagati come un capo di stato e che quando si fanno male riempiono i titoli dei giornali, più di quando Agca sparò al Papa.
Ma nessuno se la sente di dire: “non ci piaci, vai a casa. Scusa, in fin dei conti è colpa nostra, abbiamo sbagliato su di te. Non sei adatto a fare il ct della nazionale”.
Però con lui se la prendono. con chi si fa infilare 4 volte in due partite no.
Evviva la logica dello scaricabarile.
In quella siamo davvero i campioni d’Europa.
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