
Il Santo con la spada? Il santo della spada? La spada nella roccia? L'abbazia senza tetto? Un redivivo Giacobbe? Un esperimento della Chiesa vanificato da San Francesco? Un mirabile colpo dei cistercensi e di San Bernardo? Un'intesa con i Templari?
Domande alle quali è praticamente impossibile rispondere in modo completo e soddisfacente. Una cosa però è certa: tutti questi interrogativi hanno qualcosa in comune. San Galgano.
Ancora
oggi, di passaggio sulla via Maremmana o per esservisi recati appositamente, è
difficile
non provare profonde emozioni davanti alla spada conficcata nella roccia o alla
grande chiesa a cielo aperto, monumenti che riassumono e omaggiano le gesta di Galgano
Guidotti, vissuto a Chiusdino
come
tradizione vuole dal 1148 al 1181.
Purtroppo, la scarsità delle informazioni coeve alla sua vita non ci permette di stabilire con certezza chi Galgano fosse e come abbia vissuto, se sia morto a 33 anni e via discorrendo. Sappiamo tuttavia, grazie al processo di beatificazione e alla Legenda Beati Galgani di Rolando Pisano (documenti redatti poco dopo la sua morte) che la sua conversione avvenne in età adulta, quando l'Arcangelo Michele gli apparve in sogno. Seguendolo, Galgano da Chiusdino giunse a Montesiepi e, rinunciando alla vecchia vita, piantò la spada nella roccia a mo' di croce.
Le pagine che seguono sono un omaggio ad un luogo e ad una leggenda, oltre che alla figura di Galgano.
Buona navigazione.
Testo © 2004 Nicola Menicacci
Fotografie © 2003, 2004 Jose Luis Rodriguez Ritte, Andrea Fiori, Francesca Costanzo, Pamela Bralia e Nicola Menicacci
Elaborazioni fotografiche © 2004 Nicola Menicacci