San Galgano Illuminata. 20/3/2004. Elaborazione con Colori Saturati di Foto Scattata, Nicola Menicacci. 21 Marzo, ore 11 circa

"Signori Buongiorno"

"Messere..."

"Qual'è il programma di stamani?"

"Non c'è!"

"Perfetto! Allora possiamo anche andare a prenderci un caffè".

La conversazione con Maurizio finisce qui, per il momento. La giornata invece è iniziata alla nove del mattino. Quaranta chilometri non sono lunghi da percorrere, ma voglio esserci, non mi voglio perdere un solo minuto.

Francesca è riposata e gioiosa: ha scampato il pericolo di vedere l'alba all'interno della Rotonda. A causa del cielo nuvoloso che potrebbe compromettere l'esito delle misure, svegliarsi presto non sarebbe servito a nulla. Siamo partiti da Poggibonsi, appena sotto la bellissima basilica di San Lucchese (e a pochi metri dalla Magione, sito templare ben conservato), abbiamo passato Colle Val d'Elsa e seguendo le indicazioni per Follonica siamo arrivati di nuovo a San Galgano, per una delle più belle strade d'Italia. Quarantacinque chilometri che scorrono lisci, tra campi ormai già in gran parte verdi, motociclisti scatenati e, ahimè, tralicci della luce un po' troppo grandi.

Una volta presa l'ultima strada, la lanterna di Montesiepi esce timida tra gli alberi ancora spogli. Tra qualche mese non sarà facile vederla. Sergio ancora non è arrivato, Paolo invece con i suoi amici è già sul campo.

Il caffè viene accompagnato da tre oscenissime barrette al cioccolato, dopodiché Francesca si reca alla messa alla Rotonda.

Io indugio un po' con Paolo Galiano ed i suoi amici. Tra di loro, mi ha particolarmente colpito il rilievo di un uomo il cui nome (e mi scuso) non ho mai saputo (non ho l'abitudine di chiederli, per cui o li so già o a volte mi dimentico proprio di fare le presentazioni. Se ne è accorto anche lo stesso Paolo il giorno prima). L'intervento sottolinea che l'esoterismo è materia che viene troppo associata nel nostro Paese al satanismo o all'occultismo in generale, quando in realtà esso riguarda una conoscenza per i pochi, un sapere ristretto. Afferma infatti questa persona che in Francia si insegna nelle Università, ed il mio pensiero corre al Professor Franco Cardini, che ha insegnato anche alla Sorbona e che a San Galgano ha dedicato un libro che a me ha ispirato una serie di ragionamenti che coinvolgono somiglianze del luogo, della Rotonda e dell'Abbazia con il Tempio.

Sergio spiega. Si riconosce di spalle Paolo Galiano (secondo da destra). 21/3/2004. Foto di Nicola MenicacciRicompare Paolo che mi mostra una pietra molto antica attorno alla quale ha incastonato un anello. Entriamo insieme nell'abbazia e guardiamo un po' qua e là. Gli faccio notare la differente curvatura che hanno le colonne di sinistra rispetto alle altre.

Ma ormai Sergio è arrivato. Mi dice che ha ricevuto notizie dal fratello che non ha potuto essere qui con noi.

"A Mezzogiorno e Trentadue". É quello il momento per verificare l'esattezza di ciò che Sergio afferma. In base alle posizioni e coordinate geografiche ed ai calcoli trigonomentrici, la coudèe dovrebbe avere una certa misura, attorno ai 73.5 cm.Il Gioco di Luce del Sole sul Suolo dell'Abbazia. 21/3/2004. Foto di Nicola Menicacci

I problemi sono due: trovare un posto abbastanza piano e soprattutto il Sole. É infatti nuvoloso a San Galgano stamani. a paura è che a quell'ora la luce sia oscurata e che l'ombra non possa comparire sul terreno.

Problemi e preoccupazioni a parte, Sergio comincia ad illustrarci il metodo di costruzione delle cattedrali medievali, partendo da tre figure fondamentali (cerchio, quadrato e rettangolo) e dalle proporzioni esattamente determinate, come la Sezione Aurea. Passa poi a dimostrare come sotto la cattedrale scorrano dei corsi d'acqua sotterranei, fa notare il pozzo appena fuori la struttura e quello davanti all'agriturismo, perfettamente in linea con la navata centrale, e mentre spiega ci tiene tutti attenti. Ancora una volta la sua dialettica ha la meglio.

Sergio Mostra Come Misurare la Coudèe. 21/3/2004. Foto di Nicola MenicacciLa spiegazione di Sergio va avanti, il sole va e viene. Adesso passa a dimostrare come si deve prendere la misura della coudèe. Armato di asta metallica sorretta da filo per non fare ombre e da metro semirigido, Sergio passa alla dimostrazione. "Se esce fuori il sole, non solo significa che Dio esiste, ma che ha pure sense of humor!" borbotto io mentre cerco di aiutare Sergio a dare un'ulteriore prova pratica. La posa è buffa: Sergio con l'asta tesa, io in ginocchio ai suoi piedi. Francesca, che ha ora la macchina fotografica, non perde occasione e ci immortala.

L'Ombra del Sole al Suolo. Misurazione della Coudèe di Sergio e Paolo. 21/3/2004. Foto di Nicola MenicacciIl metro passa nelle mani di Paolo; non manca molto all'ora X e già possiamo cominciare a tentare qualche conclusione. Sergio inclina, Paolo misura, ma il vento sposta il metro che si piega. Comunque, la misura è attorno ai 74 cm. Ma manca ancora più di un quarto d'ora, e il sole si alzerà ulteriormente, riducendo la distanza.

Ma per Paolo ormai è troppo tardi. Ha prenotato per pranzo e ormai il tempo è scaduto. Ci saluta, dà appuntamento a quanto prima per scambiarci idee e proposte a mente fredda.

Misurazioni. Paolo e Sergio. 21/3/2004. Foto di Francesca CostanzoAdesso, del gruppo della lista rimaniamo io e Sergio. Maurizio Calì è dietro di noi, ma dopo qualche minuto non lo vediamo più. É stato comunque interessante conoscerli tutti di persona.

Manca sempre meno. Il Sole si nasconde dietro un nuvolone nero bello incavolato. Decidiamo di andare a misurare fuori, lungo il muretto. Là sarà più in pari e ci saranno meno imperfezioni.

Ormai il capannello di curiosi è assicurato. Sergio si domanda se non stiamo passando per una manica di idioti, io me la rido e confido nel sole che esce. I bambini di Sergio e Francesca, nonché quelli dei suoi amici osservano interessati, contenti se il Sole fa capolino.

Mezzogiorno e mezzo. Ormai ci siamo. Il Sole filtra timidamente, ma sembra che ce la possa fare. Sergio nel mentre, per riposare il braccio ormai anchilosato, tira fuori la calcolatrice e rifà di nuovo i suoi conti. Chissà quante volte li avrà calcolati, quei seni e coseni. Ora però è un'altra cosa. Siamo sul campo.

Il Sole esce. 

Ora o mai più!

Mezzogiorno e Trentadue! 21/3/2004. Foto di Francesca CostanzoSergio inclina l'asta metallica con la precisione di un chirurgo; io ho già il metro estratto. Tutto sta ad appoggiarlo a terra al momento in cui l'ombra scompare.

Adesso. No, il braccio trema.

Mezzogiorno e trentuno.

"Mi fa male il braccio" dice Sergio. Io rido, non lo aiuto di certo. Il mio orlogio dice che è ora. Ma notoriamente è avanti. Di poco, ma avanti.

Ecco il Sole che finalmente è chiaro e limpido.

L'ombra scompare.

Il metro.

73.4 cm.

Di nuovo.

73.1 cm.

É una misurazione manuale di uno strumento in movimento. Possiamo dirci più che soddisfatti. La concordanza con l'operazione matematica è quasi perfetta. Del resto, come aveva detto Sergio il giorno prima, la Terra non è una sfera perfetta.

 

21 Marzo, ore 12.33

Ecco fatto. Tutto quadra. La spedizione è andata più che bene. Finalmente, ci siamo conosciuti tutti di persona, altri (fra cui io e Sergio) si sono incontrati di nuovo, ma le due giornate sono scorse al ritmo di una passione comune. Alcuni di noi si sono portati dietro la famiglia, hanno passato un tranquillo weekend nel senese.

Adesso è ora di tornare tutti a casa: Pisa, Firenze, Prato, Roma e chi più ne ha più ne metta.

Rimane un buon ricordo, oltre a molte fotografie e queste pagine. E il pensiero che Fabrizio avrebbe dovuto essere qui.

 

Io e Francesca salutiamo tutti. Sergio, con la sua Francesca e i bambini ride, i loro amici, tutti coloro che si sono uniti a noi. Ce ne andiamo a Chiusdino, all'Osteria di Tribulzi, dove assieme alla pasta al sugo di daino sentiamo dei centauri chiedere dove si trovi la spada nella roccia. Ascoltiamo divertiti, non entriamo nel discorso. La proprietaria dice che proprio ieri un gruppo di ricercatori si è data appuntamento lì.

Dopo il pranzo, visita alla chiesetta che espone la testa del Santo e poi di nuovo a casa.

 

La Spada nella Roccia. 23/7/2003. Foto di Jose Luis Rodriguez RitteLa Rotonda di Montesiepi e l'Abbazia di San Galgano. 21/3/2004. Foto di Nicola Menicacci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo © 2004 Nicola Menicacci

Per le fotografie © 2003 Jose Luis Rodriguez Ritte, Andrea Fiori e Nicola Menicacci

Foto del ritrovo © 2004 Francesca Costanzo e Nicola Menicacci

Elaborazioni fotografiche © 2004 Nicola Menicacci