Maurizio sulla poltrona apre ufficialmente il weekend. É seduto, tiene in mano un paio di occhiali, si muove a piccoli scatti, parla con la sicurezza e il ritmo di chi conosce l'argomento.

Ci racconta come, nel corso del tempo, il sito sia stato prima gestito da un ordine monastico femminile poi passato ad una comunità di recupero per tossicodipendenti ma comunque di natura pubblica, amministrato da organismi locati a metà tra Siena e Chiusdino, nel cui territorio comunale si trova l'intero complesso. La Rotonda invece sfugge ad un controllo diretto del Demanio, restando sotto tutela ecclesiastica. 

Ci dice che la comunità occupa il piano superiore del bellissimo convento che, date le regole ferree poste a garanzia di chi fa ricorso a questi organismi, non può essere visitato. Ci parla anche delle due ragazze che lavorano nella sala capitolare, trasformata in centro informativo e che vede un plastico di tutta la zona, nonostante l'assenza di riscaldamento. Ci racconta anche dei progetti su San Galgano: la creazione di un grande parcheggio e dell'idea di far pagare un biglietto che comprenda sosta e visita all'abbazia, che peraltro è completamente gestita dai due ospiti della comunità, dotati di chiavi ed accesso alle centraline per le utenze.

L'Abbazia. 1/9/2003. Foto di Nicola MenicacciLa storia di San Galgano come fortunato sito turistico è, in fondo, molto recente. Come Maurizio giustamente afferma, Chiusdino è stata per tanti anni famosa non per l'Abbazia o la Rotonda, quanto per il Mulino (di un falso) Bianco che si trova a pochi chilometri. "La prima volta che arrivai vi trovai solo un pullman norvegese", dice con una certa amarezza di fondo.

La prima volta che venni avevo meno di dieci anni. Mio padre conosceva la zona. Vi aveva visto filmare nei primi anni '60 "Il Riposo del Guerriero" di Roger Vadim con Brigitte Bardot (alcuni ricorderanno anche alcune scene di "Paolo Barca Maestro Elementare Praticamente Nudista" con Renato Pozzetto girate sempre qui); fu lui a portare me e mia sorella (o meglio mia madre, visto che lui la patente non l'ha mai avuta). E fu anche la prima conferma indiretta del fatto che troppo spesso in Italia i nostri luoghi di interesse storico-culturale sono conosciuti più dagli stranieri. San GalganoIl Famoso "Mulino Bianco". Foto Presa da http://www.agriturismoilmulino.com non fa eccezione, basti pensare allo studio del Pfister, professore universitario svizzero che alla Rotonda di Montesiepi ha dedicato un intero libro, frutto di studi e misurazioni compiuti con precisione teutonica.

Nel corso degli anni ci sono tornato molte volte, ma mai l'ho trovato veramente affollato. 

Delle tante, innumerevoli volte che mi sono recato qui, a parte le ultime ricordo una scorribanda notturna la notte tra il 21 e il 22 Febbraio 1995 quando, dopo una multa per aver attraversato un improvvisato ponte con assi di legno eretto nei pressi di Castelnuovo Berardenga incurante del semaforo rosso (alle 3 e mezzo di notte! ecco perchè ricordo così bene la data, fu la mia prima multa!!!) raggiunsi la vallata, con l'Abbazia velata da uno strato di nebbia ed un gufo che ripeteva la sua litania notturna, un'atmosfera che mi inquietò non poco.

Ma stavolta non c'è la nebbia, e i gufi ancora dormono. Ho voglia di sentire le relazioni di Sergio e di Paolo, che durante l'introduzione di Maurizio ogni tanto ha parlato con lui ad un tono di voce troppo basso per poter distinguere alcunché. So già grosso modo su cosa verteranno gli interventi, ma sono ugualmente curioso. Sergio ha fatto uno studio trigonometrico complesso, Paolo ha studiato le corrispondenze degli astri e del sole. Ho seguito da vicino tutti questi ragionamenti. In più di una occasione Bob è intervenuto dagli Stati Uniti per offrire le sue competenze matematiche (Bob è autore di uno splendido libro e di un sito sull'analisi delle geometrie nascoste nei quadri di Vermeer, oggi abbastanza noto per il film "La Ragazza con l'Orecchino di Perla"), io ho cercato di contribuire proponendo un giorno compreso tra quelli che Sergio, Paolo e Bob stavano lentamente individuando, e anche Beatrice Micheluzzi è stata della partita. Una sorta di lavoro di gruppo portato avanti nel segno della passione e dell'interesse per questo luogo.

Come previsto, Maurizio cede la parola a Sergio che comincia così la sua relazione.

 

La Strada per San Galgano. Immagine Elaborata da Paolo Galiano20 Marzo, ore 19 circa

L'intervento di Sergio è teso a rilevare alcuni concetti fondamentali, sulla cui veridicità ormai non dovrebbero esistere più dubbi ma che invece ogni tanto fanno sorgere mille interrogativi.

In estrema sintesi, ciò che il nostro amico di Pisa evidenzia è che al tempo della costruzione dei due edifici le conoscenze matematiche erano molto più evolute di quanto non si potesse pensare. Il suo è un intervento tecnico, fa spesso ricorso a numeri e trigonometria, ma non per questo è incomprensibile. Anzi, il modo di esporre di Sergio è limpido, un divulgatore di talento (qualità particolarmente ammirata da Francesca, la quale una volta di più sottolinea come le mie conferenze invece siano spesso contorte e logorroiche).

Nella sua esposizione, non considera né la Rotonda né l'Abbazia come episodi isolati, ma le inquadra all'interno di una prassi architettonica e tradizionale consolidata. In particolare, quando tratta della Rotonda, insiste su una serie di coefficienti numerici che, uniti a quelli rilevati da Pfister, ancora di più fanno pensare ad una connessione con Gerusalemme, sia dal punto di vista mistico-religioso che esoterico-spirituale. Ricorre infatti nell'analisi numerica che Sergio fa della Rotonda un numero molto prossimo al 33 (32 e spiccioli) che la accomuna notevolmente a Gerusalemme. Non solo infatti la spada è piantata sulla sommità della collina che esce dal pavimento (come avviene oggi sulla spianata del Monte Moriah all'interno della Cupola della Roccia, costruita sul sito che aveva ospitato il Tempio di Salomone prima e quello di Erode poi), ma Gerusalemme si trova proprio a latitudine 33 in accordo con il Meridiano di Parigi (lo fa notare Patrick Byrne in "Templar Gold", affermando anche che il meridiano di Parigi passa anche per il Monte Cardou, a poche miglia da Rennes-le-Château), 33 è il numero dei Canti nella Divina Commedia per ciascuna sezione ed i gradi massonici per arrivare all'Illuminazione. Sembra che anche la Rotonda non si sottragga a questo schema-gioco. 

I miei pensieri si rincorrono quando Sergio entra diretto dentro l'argomento, giocando sulla magia dei numeri. E lo fa parlando dell'Abbazia, delle sue misure e del concetto di latitudine, arrivando a dimostrare in modo lapalissiano come questa grandezza fosse già conosciuta nel Medioevo.

Per arrivare a questa conclusione, Sergio chiama in considerazione alcuni fattori: la trigonometria, le unità di misura e la posizione di San Galgano sul globo terrestre.

Per aiutarci meglio a capire le maglie interconnesse del suo ragionamento, parte con l'esempio della famosissima Cattedrale di Chartres e della sua latitudine, per poi dimostrare come partendo da questo dato si possa trovare un'unità di misura che serve a determinare la scala sulla quale costruire l'edificio.

La dimostrazione è semplice. Prendendo un regolo di una certa misura, diciamo un metro, misuriamo al mezzogiorno solare dell'equinozio di primavera la distanza che va dal suolo all'estremità del regolo inclinata in modo da non formare nessuna ombra. Quella misura, perpendicolare al terreno, è detta Coudèe, o cubito del luogo "e corrisponde ad 1/1000 della misura dell’arco di circonferenza sottesa ad 1 grado di longitudine alla latitudine del luogo". La definizione sembra impossibile, ma in realtà è esattamente quanto detto poc'anzi a proposito dei regoli.Calcolo della Coudèe. Illustrazione di Nicola Menicacci. Elaborazione da Sergio Costanzo.

Qualcuno obietta dicendo che il metro non è unità di misura usata nel Medioevo, e naturalmente ha perfettamente ragione. Ma è qui che i numeri dispiegano al massimo la loro magia. Cambiando unità di misura, il valore che si ottiene concettualmente non subisce alcuna alterazione. Sia che si usi il metro, i piedi, il cubito biblico o finanche le pertiche fiorentine, la misura della Coudèe rileva come unità di concetto indipendente dall'unità di misura adottata, un valore assoluto.

A Chartres la misura della Cattedrale è esattamente un multiplo della Coudèe locale, e Sergio si aspetta che San Galgano non faccia eccezione a questo principio. Per questo motivo si è armato di mezzi di rilevazione per il giorno dopo. Sfortunatamente, l'equinozio astronomico è già passato (era esattamente oggi), ma con opportuni calcoli eseguiti anche grazie alla competenza di suo fratello, si potrà procedere ad una misurazione con margini di errore veramente minimi.

La relazione di Sergio mi colpisce non solo per la sua profondità, ma anche per la semplicità con la quale affronta l'argomento. Non tutti hanno dimestichezza con i numeri, ma Sergio espone tutto in maniera così lineare che capirebbe anche un bambino. Ed è proprio questa semplicità che Francesca mi fa notare, rigirando ancora una volta il coltello nella piaga.

 

20 Marzo, ore 19.30 circa

É ora la volta della relazione di Paolo Galiano.Questa ha come oggetto la Rotonda, e le sue corrispondenze astrali.

In tutto il complesso è facile vedere come alcune finestre, rosoni ed altri elementi solo all'apparenza decorativi siano disallineati fra loro o disassati. Dopo quanto ha detto Sergio, è chiaro anche ai più distratti che non può più parlarsi di errori di distrazione o di calcolo, quanto piuttosto di un effetto voluto.

Per cosa, però? La domanda non è di facile risposta, e su questo terreno, o meglio su un riscontro astronomico sull'intenzionalità di evidenziare alcuni fenomeni si basa la relazione di Paolo.

Nel suo intervento, supportato da elementi multimediali, la prima cosa che Paolo fa notare, e che è evidente a tutti coloro che hanno osservato la Rotonda con un po' di attenzione, è che anche qui regna sovrano il "malo allineamento". La sua ricerca è volta a cercare una spiegazione a tutto ciò.

É ovvio che a questo punto tutte queste imperfezioni sono volute. Un gruppo di lavoro che è in grado di modellare un edificio sulla base di misure trigonometriche in accordo con grandezze come la latitudine non può cadere in un siffatto, marchiano errore.

Paolo si rivolge alle stelle e agli astri. A differenza dei poeti e dei sognatori, lo fa considerando la possibile presenza di determinati corpi celesti di un qualche rilievo visibili dalle finestre e dagli oculi disassati in certi periodi dell'anno.

Illustrazione dei Punti Astronomicamente e Cardinalmente Rilevanti all'Interno della Rotonda. Elaborazione di Paolo GalianoIl punto di partenza è tutt'altro che peregrino. Come è stato dimostrato, anche le tre grandi Piramidi di Giza furono costruite in allineamento con la cintura di Orione, ad una distanza dal Nilo che rappresentasse in terra una riproduzione in scala del rapporto tra le tre stelle e la Via Lattea (chi è interessato può leggere "Il Mistero do Orione" di Robet Bauval e Adrian Gilbert, Corbaccio); le sette grandi cattedrali gotiche di Francia (di cui Chartres è l'esempio più famoso) sembrano formare la costellazione della Vergine (elemento che rispetto a tre elementi della Rotonda può essere trovato anche qui, fa notare lo stesso Paolo). La Rotonda di Montesiepi potrebbe anche seguire la stessa linea costruttiva.

Per esporre le sue osservazioni Paolo si serve di un suo disegno e del suo computer portatile che usa per mostrarci delle fotografie nelle quali i giochi di luce all'interno della Rotonda in vari periodi dell'anno risultano particolarmente suggestivi.

La conversazione poi scivola sulle varie costellazioni e sulle ipotesi di quale possa essere il giorno esatto in cui il sole e gli astri formano un quadro interessante per la ricerca.

Il tema ci ha affascinati non poco. Da oltre un mese si rincorrono mail. Paolo inizialmente propende per una data a metà Aprile, Bob fa notare che nella prima decade dello stesso mese il Sole si leva in un'area che rende particolarmente interessanti anche le costellazioni del Leone e del Cigno, Beatrice aveva ipotizzato che la Rotonda potesse essere un orologio lunare, Pfister rileva che alcuni elementi architettonici della Rotonda sembrano riprodurre l'Aquila. Sergio fa notare che all'epoca della costruzione dell'edificio ancora valeva il calendario giuliano e che quindi eventuali calcoli devono tenere conto delle correzioni apportate da Papa Gregorio e la sua riforma. Inizialmente pensiamo che il giorno debba essere spostato in avanti, poi indietro, poi avanti di nuovo. Finalmente, Bob ci dà la soluzione, ed allora cominciamo a pensare ad un giorno particolarmente interessante compreso in un arco di tempo tra l'equinozio di primavera e il 20 Aprile. Le ricerche sembrano convergere attorno all'8 Aprile. Allora a me viene in mente la Pasqua, "la Luna di Marzo". Paolo pensa che l'idea possa avere un fondamento, ed allora partiamo alla ricerca della data. E qui ci areniamo di nuovo. C'è chi considera la data dell'anno in cui la Rotonda fu (presumibilmente) ultimata, chi nella consacrazione, chi invece dice che se è stata costruita con un certo intento i calcoli dovevano già essere stati fatti. La discussione sembra non finire mai. Ci sono alcune indicazioni che tuttavia possono essere interessanti: le date prese in considerazione sono il 1181, 1183 e 1185, rispettivamente anno della morte di Galgano, dell'inizio e fine costruzione della Rotonda. I dati ottenuti sono i seguenti: 1181il 5 Aprile; 1183, 17 Aprile; 1185, 21 Aprile. Tutte le date si avvicinano. Con la riforma gregoriana, a seconda che il conteggio sia da retrodatare o avanzare, almeno due delle tre date in un caso possono essere rilevanti. La cosa è lunga, estenuante, e alla fine tutto è una grande serie di ipotesi affascinanti. L'ultima è quella di Paolo che parla del Primo Settembre. La cosa sembra non avere mai fine, ed è forse proprio per quello che ci affascina.

La conferenza informale finisce qui. Oramai è l'ora di cena. Alcuni dei partecipanti si ritirano nelle proprie stanze per la cena, altri si recano a mangiare altrove, altri ancora (fra cui io, Paolo, Sergio e Maurizio) rimangono ulteriormente a chiacchiera, e finalmente faccio personalmente la conoscenza di Maurizio Calì, ed una volta di più noto come posizioni piuttosto contrastanti in un forum virtuale a volte possano essere superate in un incontro faccia a faccia.

E poi è proprio l'ora di cena. Io e Francesca siamo a Poggibonsi, a circa 40 Km. Salutiamo. 

Domani sarà il giorno delle misurazioni e della dimostrazione della Coudèe. Se il sole ci assiste. Ma forse, penso tra me e me, Dio ha il senso degli humor. E Galgano pure.

 

La Spada nella Roccia. 23/7/2003. Foto di Jose Luis Rodriguez Ritte

 

 

Testo © 2004 Nicola Menicacci

Per le fotografie, © 2003 Jose Luis Rodriguez Ritte e Nicola Menicacci

Illustrazioni © 2004 Nicola Menicacci

(se non diversamente indicato)