WEEKEND DI PRIMAVERA
(Le fotografie possono essere ingrandite cliccando su di esse)
20 Marzo, ore 17.30
Dopo
tanti buoni propositi, finalmente il gran giorno è arrivato. Ormai sulle varie
mailing lists si rincorrono le voci sui luoghi di ritrovo, sui partecipanti e
chi più ne ha più ne metta.
Ancora una volta, l'entusiasmo di Maurizio Calì è riuscito a far breccia sulle mille difficoltà che inevitabilmente sorgono ogniqualvolta un gruppo di appassionati dalle più disparate parti di Italia decidono di ritrovarsi in un luogo.
Per me non è un grosso problema. In fondo, abito a circa 80 Km da qui e conosco la strada molto bene. E poi all'ultimo è saltato l'impegno che costituiva l'unico ostacolo alla mia venuta.
l'inseparabile
cellulare mi serve per mettermi in contatto con Sergio, l'unico che conosco di
persona. Ha moglie, figli e amici a seguito. Una carovana di persone di tutte le
età, entusiaste e contente di trovarsi lì. I bambini corrono verso i cavalli
attorno alla fontana antistante l'abbazia, io e Francesca finiamo di scaricare
tutti i vari zaini e macchine fotografiche e subito entriamo nell'abbazia.
Presto incontreremo anche gli altri: Maurizio (ci lega una polemica vecchia ormai di sei mesi), Paolo Galiano e tutti gli altri che hanno aderito all'iniziativa. Non ci sarà Bob. Nantucket è troppo lontana da San Galgano, ma di sicuro ci starà pensando. Così come lo farà Fabrizio Barsotti, che ci ha lasciati all'improvviso pochi giorni fa e alla cui memoria dedico questa pagine, per quanto una pagina possa sostituire l'impagabile presenza di un compagno di avventura.
Io,
al solito, mi dirigo verso l'altare e comincio a giocare con l'obbiettivo della
Minolta, convinto che la messa a fuoco automatica nulla può contro l'apertura
manuale del diaframma (e puntualmente ne pago le conseguenze). Francesca mi
guarda come se fossi matto. Di sicuro si starà domandando cosa l'ha spinta
ormai più di un anno fa a pensare che la mia poteva essere una compagnia di
tutto rispetto, lei che ora si ritrova per la seconda volta in sette mesi a San
Galgano, a seguire un'altra spedizione investigativa dopo quella che aveva
portato ad una lunga discussione nella lista di Maurizio. Io frattanto
ballonzolo accanto all'altare, impiego due minuti per decidere un'esposizione e
finalmente scatto, in apnea perché il tempo di esposizione che ho scelto è
lungo e non voglio correre il rischio di farne un'altra mossa. Poi mi muovo
verso il centro dell'abbazia e scorgo Sergio. Spinge il figlio minore sul
passeggino, lo seguono gli amici con prole, la moglie e la primogenita.
La
prima cosa che fa Sergio
- dopo avermi detto che alla Rotonda ci sono Maurizio
Calì Paolo Galiano e Garlaschelli - è guardare il rosone dietro l'altare per
accertarsi che sia effettivamente disassato. In effetti lo è, anche se non è
facilissmo scorgerlo. Non ci sono dubbi sul fatto che lo sia il rosoncino alla
sommità della facciata. É troppo vicino alla sommità della facciata per non
rendersene conto. Io gli faccio notare ancora una volta come le colonne sul lato
sinistro (dando le spalle all'altare) siano molto curvate vero l'esterno, molto
più di quanto non lo siano quelle di destra. Noi sappiamo che ciò può essere
dovuto alla presenza (o assenza) di acqua, anche se questo sembra argomento
tabù. Dopo una breve chiacchierata, io e Francesca ci dirigiamo verso la
Rotonda e diamo appuntamento agli altri nel luogo di ritrovo. Ormai mancano
pochi minuti.
Ci arrampichiamo lungo il sentiero, incrociamo molti turisti e finalmente arriviamo. Entriamo e per fortuna non c'è nessuno. Notiamo subito e per l'ennesima volta che la spada non è esattamente al centro della Rotonda. dall'altare scorgo abbastanza bene quel leggero filamento metallico che delimita la zona accanto alla spada dove tradizione vuole che il santo sia stato sepolto.
Passiamo ancora un po' di tempo dentro la Rotonda. Sergio ci dimostrerà che le imperfezioni presenti sia all'interno della Rotonda che dell'Abbazia non sono errori grossolani, ma frutto di veri e propri calcoli. La Rotonda, oltre che da edificio sacro, aveva altre funzioni. Paul Pfister è stato uno dei primi ad avanzare l'ipotesi che si trattasse di un orologio solare. Io, Sergio, Paolo Galiano e Bob abbiamo cercato di approfondire questa idea, ed ultimamente a noi si è unito anche il fratello di Sergio che però non è presente in loco. Poco male, saprà tutto tramite il fratello.
Scendiamo e ci dirigiamo verso l'agriturismo. La curiosità è tanta. Saliamo pochi scalini e dalla sala principale ci troviamo al piano di sopra. Maurizio, dalla parte opposta della stanza, ha appena cominciato la sua introduzione. Paolo Galiano e consorte gli siedono accanto. Sergio mi ha tenuto il posto. Francesca si siede in cima agli scalini.
É tutto pronto. Il lungo weekend è appena iniziato.
Testo © 2004 Nicola Menicacci
Per le fotografie, © 2003 Jose Luis Rodriguez Ritte e Nicola Menicacci