
Riola (Bologna) 4 Settembre 2004.
Finalmente il gran giorno è arrivato!
Per due lunghi mesi abbiamo lavorato a questo libro. Io e Sergio. Avevamo delle idee e le abbiamo sviluppate. Morena Poltronieri e la casa editrice Hermatena ci hanno dato questa opportunità, e noi abbiamo cercato di sfruttarla nel migliore dei modi. Le idee erano tante; alcune hannio dovuto rimanere ferme al palo, pronte per essere svolte in un nuovo, più lungo e comprensivo lavoro. A Sergio tocca l'onore e l'onere di parlare dei nostri rilievi. A me toccherà il giorno dopo relazionare sull'altro libro che ho scritto, ad argomento Bob Dylan.
É
un momento particolarmente favorevole per l'eroe di Chiusdino. Oltre al nostro
scritto, Paolo
Galiano ha completato il suo contributo che uscirà veramente a breve. In
più, tutti abbiamo partecipato assieme ad altri ad un articolo che uscirà su Hera.
Sergio è arrivato presto. Quando io e Francesca - direttamente da Firenze dopo una pausa pranzo a Porretta Terme - arriviamo, lui è lì seduto. Non ci sono la sua Francesca, Agata e Guglielmo più i suoi genitori. Sono all'agriturismo, ma arriveranno per tempo. Ha portato il pc e il proiettore. La sua relazione implica immagini e numeri, e Sergio è tipo perfetto nell'esposizione e preciso nei riferimenti. Non ho letto il suo canovaccio, ma mi ricordo benissimo la sua esposizione lo scorso Marzo e so che sarà ancora migliore. Di acqua sotto i ponti ne è passata, e così i calcoli, le idee gli spunti. L'incontro di Marzo e i successivi dibattiti sulle due mailing list hanno veramente aggiunto spessore alla nostra passione, ed i risultati si vedono, sono tangibili.
Quello
di Sergio è il secondo
intervento. Prima è la volta di Salvador Dalì, la recensione del testo che Morena
ha scritto prima di dedicarsi a Siena. I baffi estrosi, quel segno così
caratteristico dell'artista catalano, che a lui servivano (sono sue le parole)
per distrarre le
persone e permettergli di essere ciò che era. I baffi come
maschera, così come la vita di Galgano è una maschera. Sergio
lo sottolinea mirabilmente. La conferenza comincia con l'immancabile immagine
della spada nella roccia, ma il relatore ci invita a dimenticarla subito. Per
troppo tempo le attenzioni di tutti si sono concentrate su questo
simbolo-miracolo, e per troppo tempo la maschera ha consentito al
"vero" Galgano di girare indisturbato.
Sergio parla di un "capro espiatorio", una figura che serviva alla Chiesa, un santo creato ad hoc per rafforzare un potere ed un ordine, al punto di ipotizzare un film sul Santo, dove la parte del protagonista è recitata da Bernardo di Chiaravalle e l'ordine Cistercense e dove Galgano fa semplicemente la comparsa.
Passa
poi Sergio a
illustrare l'architettura alla base delle due costruzioni, e ci fa notare come
il linugaggio dei numeri, l'unico univoco
e
non suscettibile di interpretazioni stravaganti, sottostìa perfettamente ai due
edifici.
É un crescendo di affermazioni e dimostrazioni, di rivelazioni che lasciano tutti a bocca aperta. E lui è ancora più chiaro dello scorso Marzo.
Alla fine, Sergio è riuscito nel suo intento: rivelare e dimostrare qualcosa di nuovo, esatto e non banale su questo grande enigma.
Il resto lo rivelerà il libro.
Testo © 2004 Nicola Menicacci
Fotografie © 2004 Pamela Bralia